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Archivi del mese: novembre 2012

Udine, la mattina di Santa Caterina 2012…

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Fiera di Santa Caterina 2012

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Dal 25 al 27 novembre ritorna la tradizionale Fiera di Santa Caterina In Piazza Primo Maggio – per i friulani Zardin Grant.

Piazza primo maggio

La Fiera è la più antica della città ancora in vigore e tra le più antiche d’Italia. Fu infatti ilPatriarca Marquardo di Randeckche il 4 novembre 1380 concesse a Udine di tenere una fiera in onore di Santa Caterina, per 5 giorni dal 24 novembre in poi.

Si rinnova quindi l’appuntamento che, dal 1485 – anno in cui il Luogotenente Contarini la spostò all’interno delle mura della città dalla precedente località che ancora oggi viene chiamata Santa Caterina – ogni anno attira un vasto pubblico.

Fino a pochi anni or sono in piazza oltre alle bancherelle venivano anche i “baracconi”, giostre di vario tipo che creavano un luna park in città per l’intero mese di novembre. Oggi per ragioni di viabilità le giostre sono state spostate presso lo stadio Friuli, ai Rizzi.

Quasi 300 bancarelle presentano prodotti tipici, dall’artigianato ai dolci, al vestiario provenienti da tutt’Italia.

La fiera si estende dalla zona compresa tra il parcheggio di via Portanuova e piazza Primo Maggio (area ex Esso), fino a viale della Vittoria e via Liruti.

Udine città del Tiepolo

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Udine città del Tiepolo

Si può dire che Udine sia stata, dopo Venezia, la seconda patria di Giambattista Tiepolo: infatti è Udine la prima città di terraferma nella quale, non ancora trentenne, ottiene importanti commissioni e che gli schiude le porte al successo europeo.
Arriva a Udine nel 1725, su invito del patriarca Dionisio Dolfin, per decorare il suo palazzo, appena ristrutturato. Il primo affresco che esegue è il soffitto dello scalone, con La caduta degli Angeli ribelli, per passare poi alla decorazione della Cappella del Sacramento del Duomo.
Palazzo Patriarcale - Il sacrificio di Isacco - Affresco del TiepoloQuando arriva a Udine, Tiepolo è ancora legato alla pittura accademica, ma qui trova un ambiente particolarmente favorevole, che, diversamente da quello veneziano saturo di artisti e di rivalità, è caratterizzato da una committenza forse più “ruspante” ma certamente più aperta, che gli consente anche nuove sperimentazioni.

Il momento più importante è il ciclo degli affreschi della “Galleria” nel Palazzo Patriarcale: è il suo primo importante intervento pittorico su larga scala, quello in cui riesce a svincolarsi definitivamente dalla tradizione barocca, per elaborare un linguaggio autonomo e originale. Qui, con la collaborazione del suo quadraturista di fiducia, Gerolamo Mengozzi-Colonna, affresca scene della Genesi: Il sogno di Giacobbe; Il sacrificio di Isacco; Agar nel deserto; Rachele nasconde gli idoli; Abramo e gli Angeli;  Sara e l’Angelo, affreschi nei quali, nonostante qualche reminiscenza ancora barocca, il clima è confidenziale: ambientato in una cornice rurale tipicamente friulana, caratterizzata da un cielo azzurro percorso da nubi rosate, con gli alberi appena potati, su uno sfondo di colline e montagne. Il tono colloquiale è accentuato, in Rachele nasconde gli idoli, dal suo autoritratto nelle vesti di Giacobbe e dal ritratto della moglie, Cecilia Guardi, nel ruolo di Rachele.Chiesa della Purità - Affresco del Tiepolo Le innovazioni messe a frutto nella Galleria trovano la loro naturale manifestazione nella Sala Rossa, con il gigantesco Giudizio di Salomone (350×650).

Con la Sala Rossa si conclude il programma decorativo del Palazzo Patriarcale, ma non cessa l’attività del Tiepolo a Udine: oltre alla Cappella del Sacramento nel Duomo, realizzerà anche gli affreschi del Castello, due dipinti in Palazzo Caiselli, le due tele per la Chiesa dei Filippini; il clamoroso e rivoluzionario Consilium in arena, per ricordare e celebrare un momento importante per la nobiltà udinese, che aveva ottenuto (faticosamente) di essere iscritta, come la nobiltà veneziana, nell’Ordine di Malta, e la decorazione della Chiesa della Purità, con la collaborazione del figlio Giandomenico.