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Udine città del Tiepolo

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Udine città del Tiepolo

Si può dire che Udine sia stata, dopo Venezia, la seconda patria di Giambattista Tiepolo: infatti è Udine la prima città di terraferma nella quale, non ancora trentenne, ottiene importanti commissioni e che gli schiude le porte al successo europeo.
Arriva a Udine nel 1725, su invito del patriarca Dionisio Dolfin, per decorare il suo palazzo, appena ristrutturato. Il primo affresco che esegue è il soffitto dello scalone, con La caduta degli Angeli ribelli, per passare poi alla decorazione della Cappella del Sacramento del Duomo.
Palazzo Patriarcale - Il sacrificio di Isacco - Affresco del TiepoloQuando arriva a Udine, Tiepolo è ancora legato alla pittura accademica, ma qui trova un ambiente particolarmente favorevole, che, diversamente da quello veneziano saturo di artisti e di rivalità, è caratterizzato da una committenza forse più “ruspante” ma certamente più aperta, che gli consente anche nuove sperimentazioni.

Il momento più importante è il ciclo degli affreschi della “Galleria” nel Palazzo Patriarcale: è il suo primo importante intervento pittorico su larga scala, quello in cui riesce a svincolarsi definitivamente dalla tradizione barocca, per elaborare un linguaggio autonomo e originale. Qui, con la collaborazione del suo quadraturista di fiducia, Gerolamo Mengozzi-Colonna, affresca scene della Genesi: Il sogno di Giacobbe; Il sacrificio di Isacco; Agar nel deserto; Rachele nasconde gli idoli; Abramo e gli Angeli;  Sara e l’Angelo, affreschi nei quali, nonostante qualche reminiscenza ancora barocca, il clima è confidenziale: ambientato in una cornice rurale tipicamente friulana, caratterizzata da un cielo azzurro percorso da nubi rosate, con gli alberi appena potati, su uno sfondo di colline e montagne. Il tono colloquiale è accentuato, in Rachele nasconde gli idoli, dal suo autoritratto nelle vesti di Giacobbe e dal ritratto della moglie, Cecilia Guardi, nel ruolo di Rachele.Chiesa della Purità - Affresco del Tiepolo Le innovazioni messe a frutto nella Galleria trovano la loro naturale manifestazione nella Sala Rossa, con il gigantesco Giudizio di Salomone (350×650).

Con la Sala Rossa si conclude il programma decorativo del Palazzo Patriarcale, ma non cessa l’attività del Tiepolo a Udine: oltre alla Cappella del Sacramento nel Duomo, realizzerà anche gli affreschi del Castello, due dipinti in Palazzo Caiselli, le due tele per la Chiesa dei Filippini; il clamoroso e rivoluzionario Consilium in arena, per ricordare e celebrare un momento importante per la nobiltà udinese, che aveva ottenuto (faticosamente) di essere iscritta, come la nobiltà veneziana, nell’Ordine di Malta, e la decorazione della Chiesa della Purità, con la collaborazione del figlio Giandomenico.

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Il baco da seta in Friuli…. un’attività economica estinta!

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Fino al 30 agosto al Museo Etnografico di Palazzo Giacomelli è visitabile la mostra fotografica La fuea e i cavalîrs. In Friuli c’era la stagione del gelso e del baco con le foto di Albano Quaiattini (1930- 2011).

L’artista, riprendendo dagli anni sessanta una tradizione familiare, con la sua fotografia è stato un silenzioso e appassionato indagatore del territorio. Il suo lavoro è cresciuto nel tempo, a mano a mano che l’ osservazione del mondo e del paesaggio lo ha reso consapevole delle profonde e inarrestabili trasformazioni che andavano segnando il vivere sociale e il paesaggio agrario.

L’esposizione allestita grazie alla disponibilità degli eredi e dell’Ecomuseo delle acque, propone alcune fotografie relative alle ultime stagioni della bachicoltura in Friuli, un tempo importante fonte di reddito nelle case contadine, in particolare per le donne che traevano guadagno dalla vendita della galletta, la galète, ed erano poi impiegate a vari livelli nelle diverse fasi di lavoro all’interno delle filande per la trattura della seta.

Queste e altre fotografie, intercalate da numerosi scritti, costituiscono anche il soggetto e la documentazione del libro Il gelso e il baco da seta edito dall’Ecomuseo delle Acque di Gemona, attraverso il quale si possono approfondire i diversi temi legati al mondo della seribachicoltura. Tra questi l’importanza della coltura del gelso, l’influenza sul disegno del paesaggio agrario, i tempi , i gesti e le tecniche dell’allevamento, il lavoro femminile, la memoria orale, l’importanza della bachicoltura nell’economia agricola friulana.

Le istantanee a colori si riferiscono ad un ventennio di reportage effettuato in molte località della pianura, della bassa friulana e della pedemontana.

Negli esterni il gelso è fotografato nelle diverse stagioni e  periodi vegetativi, all’interno delle case sono invece documentate le fasi di predisposizione dei letti (dopo la sfrondatura dei rami per procurare la foglia) in cui si succedono le mute fino alla chiusura in bozzolo e la sbozzolatura con la preliminare pulizia prima del viaggio verso l’essicatoio.

Le immagini dedicano grande attenzione ai gesti del lavoro ma anche alla convivialità che in ogni generazione accompagnava le diverse fasi.

Con la mostra del fotografo di Pasian di Prato il Museo Etnografico di Udine si propone come uno spazio urbano in cui ripercorrere stagioni di un lavoro non estraneo alla città: le case coloniche della prima periferia conoscevano i tempi della bachicoltura e in via Grazzano a pochi passi del Museo era attiva una importante filanda cittadina.

Le sale espositive al secondo piano offrono poi apparati per comprendere il lavoro di trasformazione della fibra per ottenere il preziosissimo filo impiegato nella manifattura dei drappi più preziosi ma anche, nei suoi scarti, nella lavorazione domestica e artigianale.

Orario estivo:
da martedì a domenica: 10.30 – 19.00
Lunedì chiuso

Ingresso comprensivo di visita al Museo e all’esposizione: € 5  intero; € 2.50 ridotto
Info:
tel 0432.271920
museoetnografico@comune.udine.it

Ferragosto: la nostra gelateria è aperta!

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La nostra gelateria rimane aperta anche a Ferragosto.

Con l’occasione proponiamo il gelato all’anguria… limited edition!!!

Di seguito alcune notizie utili per chi rimane in città.

Buon Ferragosto a tutti!!

Tutti i musei cittadini (fatta eccezione per le Galleria del Progetto di Palazzo Morpurgo) restano aperti:

Fino al 26 agosto è inoltre possibile acquistare un biglietto unico a € 10 per visitare Il Castello, il Museo Etnografico e Casa Cavazzini.

Per accedere al Castello è attivo il servizio gratuito di bus navetta da piazza Libertà al Castello.

MOSTRA “SALUTI DA UDINE – Visioni udinesi dall’Archivio Cartolnova”

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Dal 16 luglio al 2 settembre 2012
Presso Casa Città – Palazzo Valvason Morpurgo di via Savorgnana 12, Udine
Orario di apertura: dal martedì alla domenica, ore 15 – 18. Lunedì chiuso.

L’ingresso è libero.

Cartoline

La mostra “Saluti da Udine” vede l’esposizione di materiali dell’Archivio Cartolnova (cartoline e lastre fotografiche), sul tema delle trasformazioni urbanistiche che hanno caratterizzato la città di Udine negli anni ’50 – ’70.
Si tratta di un percorso dedicato alla percezione delle dinamiche urbane negli anni del boom economico, viste attraverso le campagne fotografiche del “vedutista”, ovvero il fotografo per la produzione delle cartoline.
Si affronta così il rapporto tra  le cartoline e la città di Udine, spaziando dai nuovi miti alle sfide di una nuova stagione urbanistica e culturale, con approfondimenti sul carattere tecnico della fotografia. Sono inoltre esposti strumenti di lavoro originali dell’epoca e cartoline inedite di Raimondo D’Aronco.

Con questa mostra non si intende, quindi, ricostruire la storia della fotografia di architettura, bensì offrire un diverso punto di vista sulla città di Udine, accompagnando il visitatore sui passi di una storia affascinante e forse poco conosciuta: un caleidoscopio di visioni che restituisce l’immagine inedita di un importantissimo periodo storico della nostra città, per comprenderne il passato, il presente ma soprattutto il futuro.

Per informazioni:
Puntoinforma
Via Savorgnana 12
tel. 0432-414717
puntoinforma@comune.udine.it