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Archivi categoria: Cultura

I colori della seduzione. Giambattista Tiepolo e Paolo Veronese

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Castello di Udine 17 novembre 2012 >> 1° aprile 2013
Tiepolo e Veronese

Un’occasione unica per vedere riunite, dopo quasi duecento anni, le due tele che compongono il Mosè salvato dalle acque  di Giambattista Tiepolo.

L’opera, tagliata negli anni ’20 dell’800, viene proposta nella sua composizione originaria, riaccostando il Mosè della Scottish National Gallery di Edimburgo con l’Alabardiere della collezione Agnelli di Torino, così come  documentato da una copia coeva attribuita a Giandomenico Tiepolo della Staatsgalerie di Stoccarda. Le due parti della tela, che hanno avuto destini conservativi diversi, presentano oggi colori leggermente diversi.

Un sistema di illuminotecnica all’avanguardia renderà possibile vedere l’opera sia come è realmente, che secondo una colorazione uniforme.
Ideale risulta l’accostamento al Mosè salvato dalle acque di Paolo Veronese del Musée des Beaux Arts di Digione, per rilevare le assonanze e la personale soluzione adottata da Tiepolo.
Il confronto diretto tra le due opere vuole riportare l’attenzione sullo speciale rapporto intessuto da Tiepolo con uno dei più importanti esponenti della tradizione pittorica veneziana del Cinquecento. Tiepolo trovò infatti nell’arte di Veronese lo stimolo al superamento della “maniera scura” e il punto di partenza per la maturazione di un linguaggio che lo avrebbe trasformato in uno dei grandi protagonisti della pittura europea del Settecento.

Info mostra

Udine, la mattina di Santa Caterina 2012…

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Fiera di Santa Caterina 2012

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Dal 25 al 27 novembre ritorna la tradizionale Fiera di Santa Caterina In Piazza Primo Maggio – per i friulani Zardin Grant.

Piazza primo maggio

La Fiera è la più antica della città ancora in vigore e tra le più antiche d’Italia. Fu infatti ilPatriarca Marquardo di Randeckche il 4 novembre 1380 concesse a Udine di tenere una fiera in onore di Santa Caterina, per 5 giorni dal 24 novembre in poi.

Si rinnova quindi l’appuntamento che, dal 1485 – anno in cui il Luogotenente Contarini la spostò all’interno delle mura della città dalla precedente località che ancora oggi viene chiamata Santa Caterina – ogni anno attira un vasto pubblico.

Fino a pochi anni or sono in piazza oltre alle bancherelle venivano anche i “baracconi”, giostre di vario tipo che creavano un luna park in città per l’intero mese di novembre. Oggi per ragioni di viabilità le giostre sono state spostate presso lo stadio Friuli, ai Rizzi.

Quasi 300 bancarelle presentano prodotti tipici, dall’artigianato ai dolci, al vestiario provenienti da tutt’Italia.

La fiera si estende dalla zona compresa tra il parcheggio di via Portanuova e piazza Primo Maggio (area ex Esso), fino a viale della Vittoria e via Liruti.

Udine città del Tiepolo

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Udine città del Tiepolo

Si può dire che Udine sia stata, dopo Venezia, la seconda patria di Giambattista Tiepolo: infatti è Udine la prima città di terraferma nella quale, non ancora trentenne, ottiene importanti commissioni e che gli schiude le porte al successo europeo.
Arriva a Udine nel 1725, su invito del patriarca Dionisio Dolfin, per decorare il suo palazzo, appena ristrutturato. Il primo affresco che esegue è il soffitto dello scalone, con La caduta degli Angeli ribelli, per passare poi alla decorazione della Cappella del Sacramento del Duomo.
Palazzo Patriarcale - Il sacrificio di Isacco - Affresco del TiepoloQuando arriva a Udine, Tiepolo è ancora legato alla pittura accademica, ma qui trova un ambiente particolarmente favorevole, che, diversamente da quello veneziano saturo di artisti e di rivalità, è caratterizzato da una committenza forse più “ruspante” ma certamente più aperta, che gli consente anche nuove sperimentazioni.

Il momento più importante è il ciclo degli affreschi della “Galleria” nel Palazzo Patriarcale: è il suo primo importante intervento pittorico su larga scala, quello in cui riesce a svincolarsi definitivamente dalla tradizione barocca, per elaborare un linguaggio autonomo e originale. Qui, con la collaborazione del suo quadraturista di fiducia, Gerolamo Mengozzi-Colonna, affresca scene della Genesi: Il sogno di Giacobbe; Il sacrificio di Isacco; Agar nel deserto; Rachele nasconde gli idoli; Abramo e gli Angeli;  Sara e l’Angelo, affreschi nei quali, nonostante qualche reminiscenza ancora barocca, il clima è confidenziale: ambientato in una cornice rurale tipicamente friulana, caratterizzata da un cielo azzurro percorso da nubi rosate, con gli alberi appena potati, su uno sfondo di colline e montagne. Il tono colloquiale è accentuato, in Rachele nasconde gli idoli, dal suo autoritratto nelle vesti di Giacobbe e dal ritratto della moglie, Cecilia Guardi, nel ruolo di Rachele.Chiesa della Purità - Affresco del Tiepolo Le innovazioni messe a frutto nella Galleria trovano la loro naturale manifestazione nella Sala Rossa, con il gigantesco Giudizio di Salomone (350×650).

Con la Sala Rossa si conclude il programma decorativo del Palazzo Patriarcale, ma non cessa l’attività del Tiepolo a Udine: oltre alla Cappella del Sacramento nel Duomo, realizzerà anche gli affreschi del Castello, due dipinti in Palazzo Caiselli, le due tele per la Chiesa dei Filippini; il clamoroso e rivoluzionario Consilium in arena, per ricordare e celebrare un momento importante per la nobiltà udinese, che aveva ottenuto (faticosamente) di essere iscritta, come la nobiltà veneziana, nell’Ordine di Malta, e la decorazione della Chiesa della Purità, con la collaborazione del figlio Giandomenico.

Il baco da seta in Friuli…. un’attività economica estinta!

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Fino al 30 agosto al Museo Etnografico di Palazzo Giacomelli è visitabile la mostra fotografica La fuea e i cavalîrs. In Friuli c’era la stagione del gelso e del baco con le foto di Albano Quaiattini (1930- 2011).

L’artista, riprendendo dagli anni sessanta una tradizione familiare, con la sua fotografia è stato un silenzioso e appassionato indagatore del territorio. Il suo lavoro è cresciuto nel tempo, a mano a mano che l’ osservazione del mondo e del paesaggio lo ha reso consapevole delle profonde e inarrestabili trasformazioni che andavano segnando il vivere sociale e il paesaggio agrario.

L’esposizione allestita grazie alla disponibilità degli eredi e dell’Ecomuseo delle acque, propone alcune fotografie relative alle ultime stagioni della bachicoltura in Friuli, un tempo importante fonte di reddito nelle case contadine, in particolare per le donne che traevano guadagno dalla vendita della galletta, la galète, ed erano poi impiegate a vari livelli nelle diverse fasi di lavoro all’interno delle filande per la trattura della seta.

Queste e altre fotografie, intercalate da numerosi scritti, costituiscono anche il soggetto e la documentazione del libro Il gelso e il baco da seta edito dall’Ecomuseo delle Acque di Gemona, attraverso il quale si possono approfondire i diversi temi legati al mondo della seribachicoltura. Tra questi l’importanza della coltura del gelso, l’influenza sul disegno del paesaggio agrario, i tempi , i gesti e le tecniche dell’allevamento, il lavoro femminile, la memoria orale, l’importanza della bachicoltura nell’economia agricola friulana.

Le istantanee a colori si riferiscono ad un ventennio di reportage effettuato in molte località della pianura, della bassa friulana e della pedemontana.

Negli esterni il gelso è fotografato nelle diverse stagioni e  periodi vegetativi, all’interno delle case sono invece documentate le fasi di predisposizione dei letti (dopo la sfrondatura dei rami per procurare la foglia) in cui si succedono le mute fino alla chiusura in bozzolo e la sbozzolatura con la preliminare pulizia prima del viaggio verso l’essicatoio.

Le immagini dedicano grande attenzione ai gesti del lavoro ma anche alla convivialità che in ogni generazione accompagnava le diverse fasi.

Con la mostra del fotografo di Pasian di Prato il Museo Etnografico di Udine si propone come uno spazio urbano in cui ripercorrere stagioni di un lavoro non estraneo alla città: le case coloniche della prima periferia conoscevano i tempi della bachicoltura e in via Grazzano a pochi passi del Museo era attiva una importante filanda cittadina.

Le sale espositive al secondo piano offrono poi apparati per comprendere il lavoro di trasformazione della fibra per ottenere il preziosissimo filo impiegato nella manifattura dei drappi più preziosi ma anche, nei suoi scarti, nella lavorazione domestica e artigianale.

Orario estivo:
da martedì a domenica: 10.30 – 19.00
Lunedì chiuso

Ingresso comprensivo di visita al Museo e all’esposizione: € 5  intero; € 2.50 ridotto
Info:
tel 0432.271920
museoetnografico@comune.udine.it

Ferragosto: la nostra gelateria è aperta!

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La nostra gelateria rimane aperta anche a Ferragosto.

Con l’occasione proponiamo il gelato all’anguria… limited edition!!!

Di seguito alcune notizie utili per chi rimane in città.

Buon Ferragosto a tutti!!

Tutti i musei cittadini (fatta eccezione per le Galleria del Progetto di Palazzo Morpurgo) restano aperti:

Fino al 26 agosto è inoltre possibile acquistare un biglietto unico a € 10 per visitare Il Castello, il Museo Etnografico e Casa Cavazzini.

Per accedere al Castello è attivo il servizio gratuito di bus navetta da piazza Libertà al Castello.

MOSTRA “SALUTI DA UDINE – Visioni udinesi dall’Archivio Cartolnova”

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Dal 16 luglio al 2 settembre 2012
Presso Casa Città – Palazzo Valvason Morpurgo di via Savorgnana 12, Udine
Orario di apertura: dal martedì alla domenica, ore 15 – 18. Lunedì chiuso.

L’ingresso è libero.

Cartoline

La mostra “Saluti da Udine” vede l’esposizione di materiali dell’Archivio Cartolnova (cartoline e lastre fotografiche), sul tema delle trasformazioni urbanistiche che hanno caratterizzato la città di Udine negli anni ’50 – ’70.
Si tratta di un percorso dedicato alla percezione delle dinamiche urbane negli anni del boom economico, viste attraverso le campagne fotografiche del “vedutista”, ovvero il fotografo per la produzione delle cartoline.
Si affronta così il rapporto tra  le cartoline e la città di Udine, spaziando dai nuovi miti alle sfide di una nuova stagione urbanistica e culturale, con approfondimenti sul carattere tecnico della fotografia. Sono inoltre esposti strumenti di lavoro originali dell’epoca e cartoline inedite di Raimondo D’Aronco.

Con questa mostra non si intende, quindi, ricostruire la storia della fotografia di architettura, bensì offrire un diverso punto di vista sulla città di Udine, accompagnando il visitatore sui passi di una storia affascinante e forse poco conosciuta: un caleidoscopio di visioni che restituisce l’immagine inedita di un importantissimo periodo storico della nostra città, per comprenderne il passato, il presente ma soprattutto il futuro.

Per informazioni:
Puntoinforma
Via Savorgnana 12
tel. 0432-414717
puntoinforma@comune.udine.it


Primo Festival degli Artisti di strada ad Udine!!

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Finalmente anche Udine ospita il festival degli Artisti di strada (Buskers in inglese), che troppo spesso vengono confusi con i mendicanti.

Potremo assistere agli spettacoli degli artisti nel centro cittadino dalle 18 alle 23 nei giorni 26 e 27 luglio prossimi.

 

Arrivano da Stati Uniti, Israele, Ungheria, Germania, Francia e Svizzera. Sono ballerini acrobati, giocolieri, mangiafuoco, trasformisti e musicisti.
È il 1^ Festival internazionale degli artisti di strada a Udine: i sette gruppi si esibiranno “a cappello” ricevendo le offerte che il pubblico vorrà loro dare al termine di ogni numero.
Gli artisti “invaderanno” pacificamente piazza XX Settembre, piazza Matteotti, piazza Libertà, via Cavour, piazzetta Lionello e via Rialto con tre esibizioni ciascuno il giovedì dalle 18.30 alle 23, mentre venerdì proporranno i loro spettacoli dalle 18.30 alle 19.30 negli stessi luoghi prima di offrire un grande spettacolo finale in programma alle 21 nella centralissima via Mercatovecchio.

Il Trovatore vicino a noi

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Martedì 3 luglio 2012 alle ore 21 in Piazza Duomo, a due passi dalla nostra gelateria, verrà rappresentata l’opera “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi. Quale occasione migliore per gustare il nostro gelato prima e dopo l’opera?

Immagine

Descrizione

La prima di quest’opera ebbe luogo il 19 gennaio 1853 al Teatro Apollo di Roma. La prima rappresentazione fu un grande successo.
“Il Trovatore” è una delle tre grandi opere (assieme a “La Traviata” e “Rigoletto”) con le quali Giuseppe Verdi raggiunse la piena maturità artistica e fu riconosciuto come il massimo compositore italiano dell’Ottocento. L’esecuzione è a cura di Società Filarmonia di quest’opera prevede il coinvolgimento di 52 professori d’orchestra, 8 cantanti, 40 coristi, 8 ballerini.
Concertatore e direttore maestro Alfredo Barchi. Regia di Giampaolo Zennaro. Maestro del coro Giuliano Fabbro.
Il Carro di Tespi è promotore dell’Opera Lirica Italiana itinerante nelle più belle piazze del territorio friulano e delle aree confinanti. Il progetto ha come obiettivo la valorizzazione e la diffusione del repertorio lirico di qualità, in prospettiva di una rinnovata idea di euroregione come luogo di comune incontro artistico tra popoli e culture.
In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà presso il padiglione n. 6 di Udine e Gorizia Fiere.

Organizzato da:

Associazione Società Filarmonia. Per informazioni tel. 0432 512561